Il giovane Michele D’Anteo è dipendente di una piccola agenzia di spedizioni in espansione. Desideroso di farsi strada onestamente nel suo settore lavorativo, ritenuto esperto e affidabile dai suoi datori di lavoro, riceve dagli stessi l’incarico di reperire a Londra dei documenti per alcune transazioni commerciali, incarico di copertura per il quale Michele non immagina di dover rischiare la vita. Infatti, vittima di un ‘apparente’ incidente stradale che gli costerà anni di coma, sarà costretto a stravolgere la sua esistenza, a rinunciare ai propri sogni, alla propria identità, fino a quando la sorte non lo metterà nelle condizioni di potersi riscattare facendo pagare il dazio della sua sventura a coloro che ne sono stati la causa. Questo l’incipit di un romanzo d’azione la cui narrazione, che si svolge nell’arco temporale di otto anni, alterna spunti metanarrativi tratti dal celebre romanzo di Alexandre Dumas, Il Conte di Montecristo, a scene di vertiginosa vivacità e caustiche descrizioni di ambienti mondani e stili di vita ai limiti del romanzesco. Un’eccellente alchimia di azioni e pause descrittive di stati d’animo e paesaggistiche degne di un maestro del genere che contrastano una prosa salmastra, sismica, poco assestata ma che forse per questo contribuisce a farci sentire partecipi delle vicende di un protagonista denudato dallo scontato abito eroico tipico dei personaggi del genere.
Le mille identità che Michele si attribuirà per sfuggire all’ ‘oscura ossessione’ della vendetta, ricoprono le tappe di un percorso difficile che questo uomo degno dell’eredità del ‘Conte di Montecristo’, è costretto a seguire fino a scoprire che <